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domenica 28 marzo 2010 |
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Tanti sono gli emigrati italiani che hanno scelto l’Argentina come Seconda Patria , tra loro, i piemontesi sono certamente tra i più numerosi tanto che, in molte città argentine, la seconda lingua parlata, è il piemontese. Per ricordare i piemontesi d’Argentina ed i 200 anni di costituzione della Repubblica Argentina la Federazione delle Associazioni dei Piemontesi nel Mondo, presidente Michele Colombino fondatore dell’associazionismo piemontese, e l’Associazione Culturale “L’Arvangià” hanno promosso un concerto bandistico che ha siglato il gemellaggio tra le due nazioni. Il concerto, tenutosi presso l’auditorium della Fondazione Ferrero di Alba, il 20 marzo scorso, ha ottenuto un grande successo di pubblico ed ha visto la presenza di moltissime autorità piemontesi. L’associazione “L’Arvangià”, da quasi un trentennio attiva sul territorio delle Langhe e del Roero presieduta da Donato Bosca, ha fortemente voluto con la Federazione quest’iniziativa sia perché moltissimi sono i comuni della Provincia di Cuneo gemellati con cittadine argentine sia perché moltissime storie di “emigrazione di ritorno” hanno avuto un felice “lieto fine” proprio tra le colline albesi. All’associazione si deve anche la borsa di studio “Nidi di Rondine” che ogni hanno premia un giovane discendente di piemontesi in America Latina che ha sviluppato le tematiche emigratorie o in una tesi di laurea o in studi appositi. La borsa di studio è realizzata, da sempre, in collaborazione con la Regione Piemonte la cui rappresentante ha portato il saluto dell’Amministrazione nel corso della manifestazione. Tra i presenti, oltre al Sindaco di San Pietro Val Lemina (TO) che ospita il monumento “Ai Piemontesi nel Mondo”, unitamente all'artefice - scultore Gioachino Chiesa, vogliamo ricordare l’ex sindaco di Monticello d’Alba, Giovanni Blengio, il primo a credere nelle potenzialità culturali dell’interscambio tra paesi della “Provincia granda” e municipalità argentine. Presenti in sala anche i docenti della Scuola Media “Eugenio Montale” di Neive, protagonisti a partire dal 1998 di un gemellaggio scolastico con l’escuela Edmondo De Amicis di Rosario. Al loro fianco l’ex Preside dell’Istituto di Istruzione Secondaria “Luigi Einaudi” di Alba, prof.ssa Paola Mornese, artefice dell’hermanamiento tra la sua scuola e l’Istituto Commerciale di Laguna Larga, in provincia di Còrdoba.. Ospiti d’onore la scrittrice nord americana, Anna Maltese, autrice del romanzo visuale “Album di Famiglia” e il Presidente della rete di Associazioni Culturali di Cuneo e Provincia prof. Roberto Negro. I primi cittadini di Sinio (Luigi Seghesio), di Diano d’Alba (Claudio Cardinale), di Montelupo Albese (Luciano Marengo) e l'ex Sindaco di Santo Stefano Belbo (Luigi Ciriotti) completavano il nutrito parterre dell’auditorium. La vera protagonista della giornata è stata la Filarmonica Pinerolese di Frossasco diretta dal Maestro Danilo Rolando, nel ruolo anche di complesso bandistico dell'Associazione Piemontesi nel Mondo, che è composta da ben cinquantasette elementi, di cui la gran parte giovani e giovanissimi, che ha “cavalcato” attraverso diciotto brani, l’epopea migratoria piemontese. Il concerto, diviso in due parti, ha sviluppato i temi dedicati alle musiche “della partenza” e della malinconia nella Terra d’emigrazione attraverso una serie di brano che fanno parte della memoria storica degli emigranti ed è terminato con “Don’t cry for me Argentina” a ricordo di un personaggio che ha caratterizzato un periodo storico in cui forti sono stati i flussi migratori. Nella seconda parte sono stati suonati i temi classici della tradizione popolare piemontesa e valdostana dando spazio anche ad un classico tango argentino quasi a sintetizzare in quel ballo, l’abbraccio dei due popoli, gli inni nazionali hanno concluso il ......................
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domenica 28 febbraio 2010 |
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E’ stato presentato, lo scorso mese di febbraio, presso Villa San Remigio sede della Regione Piemonte a Verbania, il volume "I ristorni 1994-2006" che contiene la nuova ricerca sul frontalierato promossa dall’Assessorato all’Emigrazione della Regione Piemonte realizzata per fare il punto sul fenomeno dei flussi migratori che coinvolgono i comuni dell’Alto Piemonte che confinano con la Svizzera. Ha illustrato i contenuti della pubblicazione, voluta dall’Amministrazione Regionale, l’Assessore all’Emigrazione Teresa Angela Migliasso sottolineando, come la medesima, si sia potuta realizzare anche grazie alla fattiva collaborazione dei funzionari regionali che, a Verbania ed a Torino, si occupano della materia. In rappresentanza delle Autorità locali vi erano, oltre agli assessori Provinciali al Lavoro ed all’Ambiente del V.C.O., un rappresentante dell’Amministrazione Comunale di Verbania ed i quattro ex Presidenti delle Comunità Montane del V.C.O. Numerosa è stata la presenza dei rappresentanti dei lavoratori frontalieri, delle testate giornalistiche e delle emittenti radiotelevisive locali a testimoniare il forte interesse dei media, operativi sul territorio,per l’avvenimento ed i fenomeno “frontalierato” nella sua essenza. Con “lavoratore frontaliero”, nel rispetto del Diritto Europeo, il termine designa qualsiasi lavoratore, subordinato ed autonomo, che esercita un’attività professionale nel territorio di uno Stato non appartenente all’Unione Europea (Confederazione Elvetica), e risiede nel territorio di un altro Stato che appartiene alla U.E. dove, il linea di massima, rientra tutte le sere o almeno una volta alla settimana. In Piemonte, la sola Provincia interessata al fenomeno del frontalierato, è quella del Verbano-Cusio-Ossola e, questo pendolarismo è di forte importanza per l’economia della Provincia. Il fenomeno è stato sempre monitorato dalla Regione Piemonte attraverso la realizzazione di ricerche che hanno fatto il punto, nel corso degli anni, sulla condizione dei lavoratori e sugli effetti della ricaduta, sul territorio, dei ristorni. L’attuale ricerca e' una edizione aggiornata di quella presentata a Domodossola il 1° aprile 1997.; quello fu il primo tentativo di illustrare le modalita' di impiego dei ristorni versati alle Comunita' Montane di confine ed al Comune di Verbania da parte dei Cantoni Ticino e Vallese fino al 1993, in forza dell’accordo fra Italia e Svizzera del 3 ottobre 1974. Questa nuova pubblicazione approfondisce come e' stato impiegato il gettito fiscale proveniente dall’imposizione della remunerazione dei frontalieri italiani attivi nei citati Cantoni dal 1994 al 2006. ed evidenzia il grande apporto economico offerto, da questa tipologia di lavoratori, all’economia del Verbano-Cusio-Ossola; un’economia che oggi e' caratterizzata da rallentamenti ed incertezze per la recessione in atto soprattutto al di qua della frontiera. L’area geografica su cui gravitano, in Svizzera, i frontalieri piemontesi, è il Locarnese e il Vallese. Oggi piu' che mai e' quindi importante e quasi necessario per l’Amministrazione Regionale, saper affrontare i problemi che riguardano le aree di confine con Paesi stranieri e dare attuazione ad una politica finalizzata alla cooperazione e alla realizzazione di progetti che sappiano coinvolgere le realta' limitrofe. In questo spirito di collaborazione la Regione Piemonte ha stipulato due Dichiarazioni di Intenti per progetti di comune interesse, nel 1993 con il Cantone Vallese e nel 1999 con il Cantone Ticino. La pubblicazione vuole rendere il fenomeno “semplice” facilmente leggibile ed approfondibile non solo dagli “addetti ai lavori” ma a tutti coloro che desiderano capire meglio il fenomeno, le sue motivazioni, i suoi molteplici aspetti e l’importanza della sua valenza in tutte le sue sfaccettature.
Paola Taraglio
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