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Martedì 5 maggio scorso l'Assemblea Legislativa del Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato e licenziato la Legge n. 13 che all'Art. 1 (Denominazione) testualmente recita “il Museo dell'Emigrazione, con sede a Frossasco (provincia di Torino), istituito dall'Associazione Piemontesi nel Mondo con il concorso della Regione, finalizzato a diffondere la conoscenza della storia e dell'opera dei Piemontesi all'estero, assume la denominazione di “Museo Regionale dell'Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo”. Tale legge è stata pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Piemonte n. 19 del 14 maggio 2009. La struttura museale ufficialmente riconosciuta, oltrechè accrescere il prestigio e il patrimonio regionale, avrà maggiori disponibilità per ricomporre e vivere storicamente l'emozionante diaspora piemontese, nonché diventare uno strumento moderno di studio, di ricerca, di documentazione, di esperienze, di integrazione e di relazione con altre culture per imparare e sapere “fare storia insieme”. D'ora in avanti, a maggiore ragione, il “Museo Regionale dell'Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo” entrerà a pieno titolo e diritto nella “rete museale dell'emigrazione italiana” dove il Piemonte non era rappresentato, integrandosi con altre influenze culturali che accomunate da un percorso migratorio simile hanno dovuto forgiarsi nell'incontro e talvolta, nello scontro, con altre identità....
La nuova Legge Regionale è stata ufficialmente salutata il 23 maggio prossimo, Festa del Piemonte, con lo scoprimento sulla facciata esterna del Museo di Frossasco di una targa, testimonianza di gratitudine a tutte le forze politiche presenti in Consiglio Regionale (primo firmatario il Consigliere Gian Piero Clement) che unitariamente l'hanno approvata, e impegno dei promotori a recuperare, con la sicurezza protettiva derivante, il tempo perduto per riconsegnare alla storia e alle nuove generazioni i passaggi salienti dell'ultracentenaria vicenda emigratoria piemontese che ha segnato profondamente, nel bene e nelle avversità, il cammino della nostra gente pellegrina nel mondo. Michele COLOMBINO
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