|
Tanti sono gli emigrati italiani che hanno scelto l’Argentina come Seconda Patria , tra loro, i piemontesi sono certamente tra i più numerosi tanto che, in molte città argentine, la seconda lingua parlata, è il piemontese. Per ricordare i piemontesi d’Argentina ed i 200 anni di costituzione della Repubblica Argentina la Federazione delle Associazioni dei Piemontesi nel Mondo, presidente Michele Colombino fondatore dell’associazionismo piemontese, e l’Associazione Culturale “L’Arvangià” hanno promosso un concerto bandistico che ha siglato il gemellaggio tra le due nazioni. Il concerto, tenutosi presso l’auditorium della Fondazione Ferrero di Alba, il 20 marzo scorso, ha ottenuto un grande successo di pubblico ed ha visto la presenza di moltissime autorità piemontesi. L’associazione “L’Arvangià”, da quasi un trentennio attiva sul territorio delle Langhe e del Roero presieduta da Donato Bosca, ha fortemente voluto con la Federazione quest’iniziativa sia perché moltissimi sono i comuni della Provincia di Cuneo gemellati con cittadine argentine sia perché moltissime storie di “emigrazione di ritorno” hanno avuto un felice “lieto fine” proprio tra le colline albesi. All’associazione si deve anche la borsa di studio “Nidi di Rondine” che ogni hanno premia un giovane discendente di piemontesi in America Latina che ha sviluppato le tematiche emigratorie o in una tesi di laurea o in studi appositi. La borsa di studio è realizzata, da sempre, in collaborazione con la Regione Piemonte la cui rappresentante ha portato il saluto dell’Amministrazione nel corso della manifestazione. Tra i presenti, oltre al Sindaco di San Pietro Val Lemina (TO) che ospita il monumento “Ai Piemontesi nel Mondo”, unitamente all'artefice - scultore Gioachino Chiesa, vogliamo ricordare l’ex sindaco di Monticello d’Alba, Giovanni Blengio, il primo a credere nelle potenzialità culturali dell’interscambio tra paesi della “Provincia granda” e municipalità argentine. Presenti in sala anche i docenti della Scuola Media “Eugenio Montale” di Neive, protagonisti a partire dal 1998 di un gemellaggio scolastico con l’escuela Edmondo De Amicis di Rosario. Al loro fianco l’ex Preside dell’Istituto di Istruzione Secondaria “Luigi Einaudi” di Alba, prof.ssa Paola Mornese, artefice dell’hermanamiento tra la sua scuola e l’Istituto Commerciale di Laguna Larga, in provincia di Còrdoba.. Ospiti d’onore la scrittrice nord americana, Anna Maltese, autrice del romanzo visuale “Album di Famiglia” e il Presidente della rete di Associazioni Culturali di Cuneo e Provincia prof. Roberto Negro. I primi cittadini di Sinio (Luigi Seghesio), di Diano d’Alba (Claudio Cardinale), di Montelupo Albese (Luciano Marengo) e l'ex Sindaco di Santo Stefano Belbo (Luigi Ciriotti) completavano il nutrito parterre dell’auditorium. La vera protagonista della giornata è stata la Filarmonica Pinerolese di Frossasco diretta dal Maestro Danilo Rolando, nel ruolo anche di complesso bandistico dell'Associazione Piemontesi nel Mondo, che è composta da ben cinquantasette elementi, di cui la gran parte giovani e giovanissimi, che ha “cavalcato” attraverso diciotto brani, l’epopea migratoria piemontese. Il concerto, diviso in due parti, ha sviluppato i temi dedicati alle musiche “della partenza” e della malinconia nella Terra d’emigrazione attraverso una serie di brano che fanno parte della memoria storica degli emigranti ed è terminato con “Don’t cry for me Argentina” a ricordo di un personaggio che ha caratterizzato un periodo storico in cui forti sono stati i flussi migratori. Nella seconda parte sono stati suonati i temi classici della tradizione popolare piemontesa e valdostana dando spazio anche ad un classico tango argentino quasi a sintetizzare in quel ballo, l’abbraccio dei due popoli, gli inni nazionali hanno concluso il ......................
concerto durante il quale molte sono state le testimonianze riportate da Donato Bosca di esperienze vissute sia al di la che al di qua degli Oceani da molti corregionali coinvolti, direttamente o indirettamente, dall’emigrazione. L’emigrazione “di ritorno” nella “Provincia Granda”, così com’è chiamata per la vastità del territorio la Provincia di Cuneo, ha avuto un forte incremento dopo la crisi economica che ha colpito l’Argentina nel 2001 e moltissimi nostri discendenti, ripercorrendo a ritroso le strade dei nonni, hanno trovato casa e lavoro soprattutto grazie al grande senso di accoglienza della “gente di granda”. Il concerto è stato quindi un momento di partecipazione attiva e di unione di sensibilità che ha creato intense emozioni tra gli spettatori; non un concerto soltanto, quindi, ma un modo per sentirsi uniti, complice la musica, per celebrare e ricordare tutti i piemontesi che sono andati via e che non sono più ritornati nel,a terra natale. Queste sono state le tematiche che ha affrontato Michele Colombino, ringraziando ad uno ad uno tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di un momento di grande coesione umana a cominciare dai suoi due vice presidenti, ai suoi collaboratori alla direttrice della Fondazione Ferrero perché hanno compreso, da subito, l’importanza dell’iniziativa ed hanno lavorato attivamente per la sua realizzazione. Nel suo saluto di commiato il Vice Presidente della Federazione Associazioni Piemontesi nel Mondo, Ugo Bertello ora nominato docente universitario proprio in Argentina, ha poi voluto ricordare come, il fautore dell’associazionismo piemontese nel mondo, sia stato proprio Michele Colombino che, nei primi anni ’70 del secolo scorso, capì l’importanza dell’aggregazione dei nostri emigrati in associazioni, per non disperdere la comune memoria, e della successiva riscoperta delle proprie radici da parte dei discendenti. Il Museo dell’Emigrazione di Frossasco, il cui interesse sul territorio è stato riconosciuto con apposita legge regionale, è la sintesi del percorso compiuto in tanti anni ed è la “Casa dei Piemontesi nel Mondo”. Al di la dell’ufficialità dell’evento e dei discorsi di prammatica vanno ricordate le testimonianze di alcuni emigrati rientrati che hanno descritto come il trauma del rientro, sia stato pari a quello dell’emigrazione ma che in Piemonte hanno ritrovato lo stesso calore umano che i nonni avevano trovato ne “La Merica” ai tempi lontani dell’emigrazione. Testimonianze pacate ma dense di emozione che non hanno lasciato il folto pubblico che si sentiva fortemente coinvolto dai racconti misurati e fatti con parole piane mentre i volti esprimevano una serenità acquisita anche costo di sacrifici poi già perduti nella memoria. Piemonte ed Argentina; una storia di emigrazione lunga più di due secoli raccontata in un concerto fatto di tanta musica alla quale, ogni spettatore, ha legato un ricordo personale, un volto, un momento lieto oppure triste, un gesto, una parola oppure un’intera vita. La musica sa comunicare agli uomini emozioni e sensazioni che spesso le parole non riescono a dare perché parla il linguaggio universale delle genti. Paola Taraglio
|