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Alla scoperta dei percorsi di vita dei nostri piemontesi emigrati per comprendere la presenza dei nuovi volti nelle nostre città, il passato d’emigrazione del nostro Paese come chiave per affrontare il fenomeno dell’immigrazione oggi. Quando la cultura, il lavoro culturale diviene passe – partout politico e sociale. Questo il clima generato dalla presentazione a Frossasco, al Museo Regionale dell’Emigrazione sabato 18 settembre della mostra documento dedicata alla figura e alla storia del giavenese Dino Pogolotti, intitolata “Al di qua e al di là dell’Oceano - Storia di Dino Pogolotti - l’emigrazione da Giaveno all’Avana”, realizzata da Alessandra Maritano, corealizzatrice del Museo Regionale dell’Emigrazione e componente del suo comitato di gestione. Manifestazione di presentazione del lavoro ufficializzata dalla partecipazione di Michele Coppola, Assessore Regionale alla Cultura, dai Sindaci di Frossasco e Giaveno, dagli Onorevoli Napoli e Merlo e da un pubblico di interessati, fra cui docenti delle scuole del territorio. Oltre trenta i pannelli realizzati e volti a rappresentare per descrizione ed immagini di ieri e di oggi la storia, una delle storie di emigrazione piemontese di fine Ottocento, quella di Domenico, detto “Dino” Pogolotti, di un uomo colto fra impeti e fragilità, capace, con un bagaglio di conoscenze utili, un “progettista”, come lui stesso si definiva del tutto o quasi tutto, alle prese con l’acquisto di terreni, impegnato nell’edificazioni di case, cisterne d’acqua, negozi, cinema, fra sperimentazioni e sogni, il tutto a chilometri di distanza dal paese natio, all’Avana. “Radici le sue, messe a Giaveno, in ruata Fasella in una famiglia di fornai – ha illustrato Alessandra Maritano nella presentazione - poi portate a New York prima, all’Avana e a Marianao dopo, e qui messe a dimora per un po’ fra una moglie, un figlio, i fratelli, altre donne, il lavoro e i sentimenti, poi la malattia. Per la fine del suo percorso terreno Dino Pogolotti, è il 1923 torna a Giaveno, là love tutto era iniziato cinquant’anni prima. La partenza, l’arrivo e la nuova partenza, e in mezzo un grande progetto, la costruzione di un quartiere di oltre 1000 case a Marianao, un municipio dell’Avana, in quello che dalla sua edificazione nel 1911, il prossimo anno saranno 100 anni, ad oggi è il quartiere, il “barrio Pogolotti”. Apprezzamento per il Museo e per le attività da questo poste in essere è stato espresso dall’Assessore Regionale Coppola; plauso per la mostra documento realizzata, sostenuta dalla Direzione Cultura della Regione Piemonte è stato manifestato da Michele Colombino, presidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo e del comitato. “L’intento – ha aggiunto la Maritano – è di fare di questo documento storico, culturale e sociale articolato, un’opportunità conoscitiva e di riflessione per le scuole e il pubblico in generale, portandola chiaramente a Giaveno, a Torino e in altre sedi, e di metterla a disposizione perché diventi una delle tessere di approfondimento dell’esperienza Italia che verrà celebrata nel 2011 con i 150 anni dell’Unità d’Italia.” La mostra documentario è visitabile fino al 3 ottobre presso il Museo Regionale dell’Emigrazione nei seguenti orari: lunedì dalle 14 alle 18, da martedì a venerdì dalle 9 alle 13, sabato dalle 15 alle 18 e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 ad ingresso libero. Alessandra MARITANO
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